Nell'epoca della comunicazione globale, con una pandemia che ancora non si è esaurita e una guerra alle porte di casa, le notizie, gridate e allarmanti sono spesso confuse e contraddittorie. Come muoversi nel mare magno di un'informazione che spesso scivola nella disinformazione? Como possiamo esercitare il diritto della libertà di scelta, nella piena consapevolezza di ciò che sta accadendo attorno a noi? Educando i nostri giovani e noi stessi nell'esercizio del pensiero critico. Oggi più che mai, lo studio dell’intelligenza è un ambito di grande attualità per i suoi impliciti formativi e, di conseguenza, etici e sociali. E' nostra convinzione che l’intelligenza non sia un’entità immutabile ricevuta in eredità una volta per sempre. Riteniamo che l’intelligenza sia soprattutto una facoltà emergente, dinamica e processuale. Una facoltà che l’educazione può incentivare perché l’intelligenza si può insegnare. Noi studiamo come riformattare i processi mentali che sottendono la costruzione della conoscenza, gli apprendimenti, gli stili cognitivi e le caratteristiche dei campi cognitivi, infine, la loro modificabilità. Non ci rivolgiamo solo a insegnanti, educatori e studenti ma a tutti quanti desiderino ottimizzare il proprio pensiero, la sua funzionalità per lo studio, per l’insegnamento, per la comunicazione. In una parola: per vivere meglio. E migliorare, almeno un po', il mondo attorno a noi.
A cura di Anita Gramigna (UNIFE)